Si sa, ogni "razza" c'ha la sua montagna. Ai vicentini lasciamo pure l'altopiano (e so già che qualcuno si offenderà), ma le nostre montagne sono le dolomiti. Mi sono perso forse l'inverno più nevoso negli ultimi decenni, quello più freddo e lungo sicuramente...ma un giretto in montagna non ce lo siamo fatti mancare. Una scappatella, s'intende. Ma quel tanto che basta per mettere i piedi sulla neve, mangiare un panino alla mortadella portato con gioia e fatica in zaino, un pezzo di formaggio strappato a morsi...ed una dormita su uno splendido prato di bucaneve. Davanti a noi il Pelmo, più a sinistra il gruppo del Sella, dietro di noi il lago di Alleghe...una meravigliosa giornata di sole, pace e relax. Tutto questo verde me l'ero dimenticato. L'acqua che scorre lungo il crinale, fuori dalla sua traccia, il bianco della neve, il vento fresco, il silenzio rotto solo dal cinguettio degli uccelli. Bello.
venerdì 18 giugno 2010
VACANZE: INCONTRI
Un sacco, davvero tanti. Abbiamo cercato di essere un po' dappertutto, come il prezzemolo. Ma forse qualche piatto non è venuto bene. Pace, a noi ha fatto piacere provarci. L'affetto è stato davvero tanto, anche inaspettato. Molti di voi hanno voulto ascoltare la nostra storia, qualcosa che non è finito nelle pagine di questo diario. Alcune cose anche meno piacevoli, molti aneddoti divertenti, l'universo che separa la nostra cultura (europea) da quella africana. Ci è piaciuto cogliere in voi il piacere della scoperta, del racconto, ricevere meraviglia e stupore, domande strane, appunti, ...la sensazione di non essere mai partiti ed insieme la sensazione di ritornare in famiglia, a casa. Ma è anche stata dura, ogni giorno fuori casa, mattina e sera, pranzo e cena. Dobbiamo dire che eravamo tornati per riposarci, ma abbiamo avuto davvero poco tempo per farlo. Ma nessun rammarico. Qualcuno ci ha detto che siamo cambiati, che ci trova diversi. Noi speriamo che sia in meglio. Vivere in africa comporta sicuramente qualche adattamento, qualche assaggio di un altra mentalità. Noi speriamo di farne tesoro, per i giorni e le scelte che verranno.
Grazie per averci accolto nelle vostre case, nel vostro cuore, per averci fatto capire cosa realmente stiamo facendo. Stando qui, certe dimensioni si perdono.
Grazie a chi ha rinunciato ai propri impegni per vederci, a chi ci ha teso la mano, a chi ci ha sorriso. Grazie ad Enrica e Michele, al loro matrimonio. Un abbraccio speciale a Terry e Lory.
Forse resta un dubbio a qualcuno: "Tornerete ?"
VACANZE: A ZONZO
Volevamo dormire, erano appena le 22.00 ma eravamo "cotti". Spenta la luce, stiamo per prendere sonno quando sentiamo il rumore di una portiera d'auto chiudersi. Voci in strada. Il suono del campanello. NO! E invece sì, sono loro. I soliti ragazzacci degli scout che vengono a parassitare a casa nostra. Ma ci fa piacere vederli, portano sempre il sorriso in casa nostra, oltre ad un po' di confusione. Si buttano subito sul divano, da mangiare non abbiamo nulla da offrire, ma si resta a parlare un'oretta. Fanno strane domande, insolite. Come per esempio perché non siamo abbronzati. Perché fa troppo caldo per restare sotto il sole e perché anche noi lavoriamo. Dopo un po' si accorgono che stiamo crollando. Se ne vanno, ma l'appuntamento è per l'indomani. A messa.
Anche il risveglio è strano. Casa vuota, silenzio, il microonde che occhieggia, il bagno dall'altra parte della casa, le finestre chiuse da riaprire, le campane che non suonano, ...
Decidiamo di andare a messa in tram. E' comodo, quello sì, e ci permette di guardarci intorno, di osservare la nostra gente. Cogliamo sensazioni differenti. Sono tutti un po' di fretta, tutti molto silenziosi, tutti intabarrati nelle loro giacche perché la primavera tarda ad arrivare, lo sguardo un po' perso, i colori pastello molto attenuati, su tonalità autunnali. La gente non si parla, non si saluta. Mancano le voci dei bambini, mancano i bambini, non ci sono i variopinti tessuti africani, nessuno che ti stringe la mano, mancano gli spazi grandi, il respiro libero, il cielo azzurro, le case basse di terra. Si capisce che è un altro modo di vivere la vita. Né più bello né più brutto. Diverso.
A messa la chiesa è piena ma non gremita. La gente ordinatamente seduta sui banchi, bimbi compresi. I canti sono solo per il coro. Una chitarra solamente (anche se ben suonata). Diversa dalla messa bilingue (francese e dialetto foufoulde) che è piena di canti, di tamburi, di gente che balla...e che finisce dopo circa due ore. Ma non pesa. La festa al di fuori, invece, è uguale.
VACANZE: L'ARRIVO
Eccoci qui, per raccontarvi un po' le nostre vacanze, il rientro in italia, le sensazioni vissute, i pensieri...
Allora, vorrete sicuramente sapere com'è ritornare a casa dopo 6 mesi. Ad alcuni di voi già lo abbiamo confessato, con altri è mancato il tempo. Ma adesso, noi da qui e voi davanti al video, possiamo scambiarci un po' di idee.
Non sappiamo da dove iniziare, per cui partiamo con l'argomento più innocente: il tempo. Bhè, la differenza si sente subito. A Bruxelles c'erano 6 gradi, dico ben 6 gradi. E a Bologna, dove siamo atterrati, ci ha accolto la stessa pioggia battente che ci aveva salutato a novembre quando abbiamo iniziato il nostro viaggio. Il caldo (anche troppo) africano è subito un lontano (e gradevole) ricordo. Ma a pochi metri ci attende il calore dei nostri genitori, dei nostri amici....ma non prima di aver subito un controllo della dogana. "Cosa trasportate in quei cartoni ?" Sembrava ci stessero attendendo. In effetti i tempi delle valigie di cartone sono passati almeno da un secolo, ma solo in europa. In cameroun, per esempio, sono all'ordine del giorno. Insomma, per farla breve, nelle nostre valigie di cartone c'erano una splendida sedia stradio acquistata in nord cameroun ed un po' di ceramiche. Mostra i certificati originali, un po' di carte false, qualche sorriso, l'aria seria del volontario integerrimo (il medico che salva il mondo) ed altre sceneggiate inventate al momento...e possiamo finalmente abbracciare Pulcherio e Gianmario. Noi non portiamo nulla in dono (a parte i nostri racconti), loro ci offrono subito un paio di maglioni di lana. Eh sì, non fosse perché non venivamo dalle maldive, ma l'abbigliamento che avevamo era comunque da calda estate.
Siamo stanchi, io molto provato da queste scatole di latta chiamate aerei che proprio non soffro. Anche dopo oramai una ventina di voli.
Il tempo di un abbraccio e partiamo. All'arrivo nella nostra casetta ci sono mamma e papà. Emozionati, ma credo contenti. Credo capiscano la nostra stanchezza ma al tempo stesso colgano che per noi è una bella esperienza, che stiamo bene, al di là di qualche chilo di meno.
La nostra casetta non è cambiata, ma fa una strana sensazione. Quando restiamo soli, c'è troppo silenzio. Non ci sono: Paolo che gira mezzo nudo per casa, Barbara che chiama dalla camera Emanuele (che nel frattempo è in pepiniere), l'eco nei corridoi, le ventole che girano, Silvie che cucina, la lavatrice che perde, Tecla che non apre la porta nemmeno se le spari, i bambini in giardino che scappano rincorsi dal guardiano, il soggiorno con tutte le sedie a semicerchio, .... Ecco la prima sensazione strana, il silenzio assordante.
lunedì 10 maggio 2010
COLORE DEL SOLE
Avevamo chiesto un paio di canzoni ai nostri ragazzi, ...le staranno certamente preparando. Ci sono giorni in cui mi piace rivedere le foto del nostro matrimonio, il canto di ingresso che parla di missione, il canto finale e lo sventolio dei fazzolettoni, tutte le emozioni di quegli istanti....
"...ed ancora più in alto vola, prende quota, sorvola vallate..." è il nostro aereo che venerdì notte ci riporta in Italia. Appuntamento a messa, domenica ore 10.00 (?) da Don M.... (completate voi i puntini, qual è la giusta soluzione ?)
Saremo assenti dal blog fino a fine mese. Buone vacanze a tutti.
Emanuele, Don Mario, Ross, Barbara, Cri, Mario, Anna, Roberto
LA GUERRA DEI MANGHI
In realtà il titolo è più prorompente di quel che si vuol raccontare...
Fuori casa, cioè nel nostro giardino, ci sono un sacco di manghi. Alberi di mango, intendo dire. Ed in questa stagione, già da un mesetto, hanno iniziato a dare frutto. Sono molto buoni, un gusto che non saprei descrivere, e che nemmeno il miglior supermercato italiano potrebbe riproporre.
Adesso ci vengono fuori dagli occhi; si mangiano a pranzo e cena. Poi siccome sono davvero tanti, la nostra cuoca ci fa pure il succo...per colazione.
Al di là della strada c'è una scuola elementare, frequentata anche dai nostri ragazzini di Saare Jabbaama. A ricreazione scavalcano la recinzione e si catapultano nel nostro giardino a cercare manghi. Vabbè finchè trovano quelli in terra, ma loro si appiccano ai rami dell'albero per tirarli giù. Allora il guardiano li rincorre con il bastone. All'inizio era divertente vedere questa scena, poi hanno iniziato a rubarli anche i ragazzi del quartiere...fino ad arrivare ai fedeli che escono da messa.
Lo stesso succede per l'acqua; a scuola il direttore chiude i rubinetti, in quartiere di acqua ce n'è poca...così anche quella vengono a prenderla da noi.
In realtà per noi non è un problema, abbiamo un forage che ci garantisce acqua di falda senza problema. Vorremmo solo che ci chiedessero acqua e manghi, non dover rincorrere i vari "ladri". Così un giorno ho "beccato" un gruppetto di bimbi che prendevano i manghi e ho detto loro che se li chiedono glieli diamo, ma se invece continuano a rubarli...così non va.
Ed allora, da una settimana un piccolino viene sempre vicino alla finestra dove la mattina sono al computer e mi chiede con i suoi occhioni grandi se può avere un mango. E' un amore, ed io non posso rifiutarmi....ma dietro l'angolo ce ne sono almeno un'altra decina, pronti a farsi avanti al momento opportuno....le pensano tutte...
QUASI 25 APRILE
Il 25 aprile, per noi in Italia, indica la data della liberazione dall'invasore. Pochi giorni fa, non più di un paio, in un canale francese ho rivisto la faccia di Silvio. Il servizio parlava di una lite fra lui e Fini. E' triste vedere come le televisioni straniere parlano dell'Italia e di cosa sta succedendo.
Bhè, voi lo sapete meglio di noi. Una strana ma fortuita coincidenza ci impedisce di avere notizie fresche tramite internet...sono un paio di sere che si alza il vento, minaccia un uragano e poi invece tutto si accomoda. Fa solo un po' più fresco, buono per dormire. Ma il vento porta via con sé la connessione internet, la belle e le brutte notizie...Così viviamo in pace.
L'altra sera in realtà è piovuto per una mezz'oretta.
Noi tutti e cinque sotto il portico a raccontarcela e a goderci lo spettacolo dei lampi che illuminavano l'orizzonte.
Sembra che la stagione del grande caldo stia per terminare. Speriamo; se fosse così non sarebbe poi andata tanto male...
Ah, un particolare che farà piacere ai toscani: sotto la pioggia abbiamo visto il fisicaccio del principe che correva in pantaloncini per andare ad aprire il portone del giardino...era Benjamin di ritorno con una delle nostre macchine. Emanuele correva leggiadro, è tornato bagnato come un pulcino, ma aveva il sorriso di un bimbo che vede per la prima volta in vita sua la neve.
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