martedì 22 dicembre 2009

PIZZA E FORMAGGIO [10.12.2009]

Le tradizioni sono le stesse, in ogni angolo di mondo. E così, il sabato sera non può mancare la pizza. Qui non la vendono, ovviamente; mentre la coca-cola è ovunque. La prima sera che abbiamo mangiato la pizza l'aveva fatta Anna. E' stata una gradita sorpresa. Da quando Anna e Chicco sono partiti, abbiamo dovuto trovare in fretta e furia qualcuno che imparasse a fare la pizza (ed il formaggio). Per la pizza non è stato un problema; Cristiana, pur di non restare senza, ha deciso che pure lei può cucinare (cosa che non ama fare). Ma devo dire che i risultati sono davvero ottimi. Anche la ritualità secondo cui la pizza veniva fatta solo di sabato, è stata superata. Così, per festeggiare degnamente i 19 anni di Cristiana, oltre ala pizza c'era anche una torta....il ritorno di Nonna Papera. Qui per lo più si fanno crostate o comunque dolci secchi. Gestire un dolce al cucchiaio o un dolce con panna non è agevole. Per il caldo e perché il frigo è costantemente pieno di bottiglie d'acqua fresca.



Per il formaggio sulla pizza, ci stiamo attrezzando ad imparare l'arte di fare la mozzarella. Nel frattempo, Barbara produce ogni sabato 2 ricotte e 2 formaggi. Il latte ce lo portano i bambini di un villaggio qui vicino. Arrivano con il loro cesto, in equilibrio perfetto sulla testa, contrattano il prezzo e ritornano puntualmente il sabato a seguire. Mi dispiace solo non sia possibile fare una foto, perché una delle bambine ha uno sguardo che ti ruba l'anima.


mercoledì 9 dicembre 2009

COME SOSTENERE I PROGETTI

Ciao a tutti, belli e brutti, buoni e cattivi.
A quasi un mese dal nostro arrivo, iniziamo solo ora ad avere le idee più chiare; anche dei veri bisogni che ci sono qui.
Diversi di voi ci stanno chiedendo come possono sostenerci; o meglio, come possono sostenere i progetti che ci sono quaggiù.
Vorremmo chiedervi dei regali per i bambini, del cibo per le mamme, dei medicinali, dei vestiti e delle scarpe, dei computer e dei libri,... ci risulta più semplice e veloce chiedervi di inviarci dei soldi, quello che desiderate.
Vi indichiamo a seguire i vari progetti che oggi sono presenti e che necessitano del sostegno di tutti. Se vorrete indicare la vostra preferenza, meglio; altrimenti li indirizzeremo noi verso le necessità più urgenti.
Elenco dei progetti
Progetto CFAP: progetto di sviluppo rurale
Progetto HNDA: sostegno costruzione ospedale
Progetto EDR: progetto di reinserimento sociale bambini di strada
Progetto MJC: centro di formazione e animazione socio-educativa per adolescenti

Vi indichiamo infine tre modalità, che abbiamo individuato tra le possibili alternative, per farci pervenire il vostro sostegno. Se ne trovate altre, fatecelo sapere ai nostri indirizzi mail, in maniera tale da poterle condividere:
alberto_sisani@libero.it, crisnardi@libero.it
In tutti i casi ricordatevi di inviarci una mail a bonifico effettuato, indicando l'ordinante (cioè chi siete), la modalità di versamento, la data di esecuzione e l'importo della donazione oltre all'eventuale preferenza per il progetto sostenuto.
Un grosso abbraccio da Alberto, Cristiana, Barbara, Emanuele, Angelle e... tutta Djamboutou.


Versamento su conto corrente bancario in Italia, intestato ad Alberto Sisani
Le coordinate del c/c bancario, presso la Cassa Rurale ed Artigiana di Brendola – Credito Coopoerativo, sono lo seguenti:
IBAN = IT25 D0839960100000000046684.
In questo caso voi sosterrete le sole commissioni per effettuare il bonifico presso il vostro Istituto di Credito. Le spese per il giroconto tra Italia e Cameroun (che faremo solo settimanalmente, dopo aver raggiunto un importo minimo di invio) saranno in parte sostenute dalla Cassa Rurale; la banca ricevente il bonifico estero, ossia la Societé Generale de Banque du Cameroun (SGBC) presso la quale è instaurato il conto della ONG COE, tratterà in ogni caso una commissione.


Trasferimento tramite Western Union
Sul sito www.westernunion.com potete verificare i costi di invio da Agenzia o tramite Carta di Credito. Indicativamente le commissioni sono:
per 100 euro inviati: 14,50 euro
per 200 euro inviati: 22,50 euro
per 500 euro inviati: 32,00 euro
per 750 euro inviati: 39,00 euro
per 990 euro inviati: 49,50 euro

Non è possibile inviare più di 1.000 euro per volta.
E' conveniente pertanto, se scegliete di utilizzare tale mezzo di invio, che mettiate insieme più collette, per arrivare al limite massimo inviabile.

Invio denaro direttamente alla Societé Generale de Banques au Cameroun (SGBC)

In questo caso il vostro Istituto di Credito vi applicherà le commissioni per un bonifico estero (solitamente molto maggiori di quelle di un bonifico Italia); anche la banca ricevente (SGBC) applicherà una commissione. E' forse la modalità più costosa per l'invio di denaro. In ogni caso, se preferite tale mezzo di invio, le coordinate bancarie del beneficiario sono le seguenti:

Ragione sociale: CENTRO ORIENTAMENTO EDUCATIVO
Indirizzo: B.P. 1385
Località: GAROUA
Paese: CAMEROUN
Codice IBAN: CM21 10003 00700 16070003083 11
Codice BIC/SWIFT: SGCMCMCX
Descrizione banca: SOCIETE GENERALE DE BANQUES AU CAMEROUN

Inviate Euro. Il tasso ufficiale di cambio è pari a:
1 euro = 656 CFA (franchi camerunesi).

Se la linea funziona un pò meglio, a breve pubblicheremo anche le immagini dei progetti.









DOMENICA IN GITA


MERCATO



Domenica siamo stati al mercato, in un centro a mezz'ora da qui. E' un peccato che non si possano fare foto liberamente (bisogna aver rispetto), c'erano spezie dai mille colori e odori. Un sacco di gente. Angelle porta a casa 2 galli. Lungo la strada si ammira uno scorcio di savana.
Stiamo progettando una tre giorni al nord, subito dopo natale. Se ci si riesce si va in un parco naturale.

BUONGIORNO PADRONE

Ed una mattina, arrivando in cantiere alle 7.30, mi sento chiamare dal guardiano notturno che mi saluta con un perfetto italiano: "Buongiorno Padrone". Mi viene un colpo. Ma come "Padrone" ! Eppure qui è così. Non è mica che mi sono presentato con il caschetto, scarpe antiinfortunistica, giubbettino con incorporata calcolatrice, cordella metrica, macchina fotografica, cartellina con planimetrie,...appena sceso dal gippone. No, sono uscito di casa in sandali, una t-shirt bianca ed un paio di pantaloncini corti. Volevo solo vedere se continuavano a metter giù la ringhiera. Quel "Padrone" mi ha un pò raggelato. Devo dire che è solo lui che mi chiama così (e giuro che sono stato cortese con tutti, tranne che con l'impresario), ma odora di schiavitù. Qui sono in diversi ad avere ancora un senso di profondo rispetto verso l'uomo bianco, quasi un senso di riverenza. Non capisco se ci sia qualcosa che continuiamo a sbagliare (come approccio, dico).
Sono persone molto accoglienti e pronte ad aiutarti, cercano sempre l'incontro. Non ho mai stretto tante mani in così poco tempo. Ecco, se ti incontrano 10 volte in un giorno, per 10 volte ti offrono la mano.
Comunque ho detto al guardiano che non voglio più essere chiamato a quel modo. Non siamo venuti a conquistare nulla. L'ospedale è per loro, lo vogliamo fare con mano d'opera loro, e devono sentirselo un loro bene, un bene di tutta la comunità.
p.s. Per i miei genitori, perché non abbiano a temere: il cantiere dell'ospedale è esattamente a 45 metri da casa. Li ho misurati, così sono tranquilli.

VITA DA CANTIERE


Mia mamma mi chiede spesso se faccio il manovale. Insomma, potrebbe tornare utile (penso). D'altro canto adesso so come si fanno i mattoni (grazie ai libri di Carlotta che tanto pesavano in valigia, ma sono utilissimi), so prendere le misure (grazie alla mia cordella metrica, comprata per fortuna in Italia), ne capisco qualcosa di più di tetti e ringhiere,...ma in cantiere per adesso c'è solo da guardare. Osservare che i lavori vengano ben fatti. E sarà perché sono pignolo, sarà perché mancano gli strumenti di lavoro adatti, sarà perché il materiale è quello che è,...insomma bisogna sempre stargli dietro. Ma in Italia non mi sembra diverso. Forse qui manca la passione per questo tipo di lavoro. In compenso trovo che sappiano ingegnarsi in soluzioni validissime, e far di necessità virtù.


Insomma, non faccio il manovale ma il capo cantiere. Ma il cantiere è pressoché chiuso (mancano i soldi ed il materiale che stiamo aspettando dall'Italia), quindi vado a caccia delle cose fatte poco bene. Per chi mi conosce, direbbe "poveri africani, non potevamo mandargli giù peggior volontario; uno rompi... così non l'avranno mai visto". Così mi è toccato discutere con l'impresario perché di 24 finestre che ho misurato (ci dobbiamo far fare sopra i vetri) solo 2 o 3 hanno la stessa misura (peraltro diversa se misurata internamente o esternamente; il muro pende un pò....). Anche la ringhiera non ha le saldature fatte in modo opportuno, ma mi han detto che qui piove poco. Certo, ma una volta che è entrata l'acqua....Eppoi, non si era detto che il controsoffitto in legno doveva essere bianco negli interni e rosso sul portico esterno (sono due qualità di legno diverse). Presto fatto; allo stesso legno è staat data una mano di mordente rossiccio. Cavolo, questo mi fa arrabbiare. Dopotutto se fai un lavoro fatto bene, sono tentato di fartene fare altri. Ma questo concetto ancora non passa. Chissà se anche mio papà, quando girava per i cantieri, vedeva le stesse cose. Allora, siccome vi vedo che vi state appassionando, vi mando un pò di foto. p.s. Ci scherzo sù perché è bello prendere le cose anche con un pò di spensieratezza, ma ho profondo rispetto per il lavoro fatto sotto 40 gradi di sole. Rispetto chi si spezza la schiena e cerca di portare a casa il pane per i suoi 5 figli. Rispetto che si è tolto dalla strada e cerca di vivere onestamente. Mi fa solo rabbia l'impresario che sostiene che il lavoro è ben fatto, mi chiede i soldi in anticipo e non me la racconta giusta sui soldi che paga effettivamente agli operai.

PENSIERI SPARSI


Eccoci qui, di nuovo. Non siamo scappati, solo un attimo di pausa per...pensare. Anche io ho iniziato a fare qualcosa !!! Evviva. E non è solo pensare, che già quello è un gran lavoro al caldo di questo sole. Suvvia, vi prendo in giro. Oddio, sul caldo no. Sono stati giorni di trambusto, in casa e fuori; dopo 7 anni passati qui sul fronte, Chicco ed Anna hanno lasciato la loro "missione" per tornare in Italia. In fondo li conoscevamo da sole 2 settimane, ma le sensazioni che ci siamo trasmessi nell'ultimo abbraccio raccontano molto di più di qualche scampagnata in savana. Ci pensate cosa vuol dire voltarsi indietro e lasciare qui un pezzo di vita, delle amicizie, la casa che ti ha ospitato per tante notti, la gente con cui hai condiviso successi ed insuccessi, sorrisi e litigi...io ho ripensato a quando sono partito dall'Italia. Al mio ultimo giorno di lavoro, passare per ogni ufficio e salutare tutti. Con alcuni non riuscire a trattenere l'emozione. Dopotutto partivano per una avventura grande e non eravamo certi di farcela. Ancora adesso non siamo sicuri, ma siamo più sereni. Adesso iniziamo a capire, ad orientarci. Iniziamo ad avere contatti con la gente, essere riconosciuti, iniziamo a lavorare con loro. Ho visto Anna e Chicco con gli occhi arrossati, ma erano rossi anche i miei. Penso che abbiano lasciato un segno, e l'affetto delle persone che erano qui si è sentito. Al loro rientro in Italia ci saranno un sacco di amici, il loro figlio, ma anche una nuova vita da riprogrammare. Però sono in pensione, e quindi nessuno mette loro fretta. Auguro ad Anna e Chicco un mare di fortuna. E sono sicuro che continueranno ad essere testimoni.
Quindi adesso in casa siamo in 5 (due coppie più Angelle), ma aspettiamo a breve un civilista.
E adesso ognuno è responsabile della prosecuzione dei vari progetti. Quindi sotto e rimbocchiamoci le maniche.