Cosa c'è di bello nel nostro ospedale ? Che chiunque può venirci (musulmani, cristiani e non credenti) ed essere curato anche se non ha tutti i soldi per le cure mediche. Capita però che ci siano i soliti profittatori, e così qualcuno scappa senza pagare, pur avendo i soldi per farlo. Stava per succedere anche ieri, ma Marie Therese (la caposala della maternità) si è tenuta in ostaggio tre bambini appena nati e rispedito i padri a cercare il denaro per pagare il parto delle rispettive mogli. Ed ha tenuto duro, anche quando i bimbi affamati hanno iniziato a piangere e strillare. Allora ha richiamato le madri, ha atteso che allattassero i piccoli...e richiuso la porta. In tarda serata tutti i tre padri sono arrivati con i soldi, liberando i propri figli. Capita purtroppo di dover essere così duri, ma se non fosse così chiuderemmo l'ospedale in un paio di mesi.
giovedì 14 ottobre 2010
CAMEROUN – CONGO: 0-2
Sabato 9 ottobre 2010, match di Coppa d'Africa tra Cameroun e Repubblica Democratica del Congo. Sono giorni che la città è in fibrillazione. Il match si gioca alle 15.00 allo stadio di Roumde Adja, dove già ero stato con Emanuele. Lo stadio è pieno zeppo, il "colpo d'occhio" è davvero bello. Arriviamo alle 13, con poco anticipo, ma sufficiente per permetterci comunque di prendere dei buoni posti. Anche se intorno al campo di calcio c'è la pista di atletica, i giocatori si vedono benissimo. Fortuna che il tempo è un po' coperto, altrimenti sai che arrostita...Quando entrano i Leoni, in testa Eto'o, lo stadio si infiamma. Fino a quel momento nessun coro, nessuno sfotto' (di congolesi in effetti non si vede traccia), solo chiacchere e un po' di corse per trovare dell'acqua. In realtà non sembra davvero un match internazionale. Noi "bianchi" siamo una decina, a tifare Cameroun, ovviamente. Per animare un po' lo stadio, proviamo (io insieme a Barbara, l'unica che mi dia sostegno in questo) a lanciare una hola. Proviamo e riproviamo, ma evidentemente qui non sanno cos'è. La gradinata alla mia destra, e subito dopo la tribuna d'onore, non colgono il messaggio. E la nostra onda si affloscia dopo pochi metri. Peccato.
Inizia l'incontro, per la prima mezz'ora tutte e due le squadre trotterellano. Quando il pallone lo tocca Eto'o, tutti gridano e si esaltano. Ma in realtà non fa granché. Nemmeno fosse Maradona...Quando non te l'aspetti, ecco il gol del Congo, alla prima azione utile. Lo segna il numero 12, lo segna ed esulta, e lo stadio è di ghiaccio. Nessuna rabbia, qui sono tutti convinti che il Cameroun ribalterà il risultato. E' solo questione di tempo. Già, ma intanto un tempo se n'è andato....Non c'è reazione, non c'è gioco, non c'è nemmeno orgoglio. I Leoni sembrano dei gattini bagnati. Già, perché poi si è messo a piovere, solo 10 minuti, ma ha reso il campo scivoloso. Fortuna che ha anche un po' rinfrescato. Si riparte, sempre al trotto. Qualche azione un po' più intensa fino a che...succede il miracolo. Il Congo fa autogol: 1 a 1. Lo stadio è tutto in piedi (perché poi, se anche questa volta hai avuto bisogno dell'aiutino ?), i giocatori incitano il pubblico. Per i successivi 10 minuti il ritmo è indiavolato, ma senza uno schema di attacco. Tutti vogliono fare il bel tocco, tutti cercano l'applauso...nessuno pensa al gioco di squadra ed al risultato. Tipico. Non c'è da stupirsi. Ad ogni piccola spinta o intervento un po' "deciso", ecco che si levano insulti verso l'arbitro, accusato di essere dalla parte dei congolesi.
In realtà è stata un po' una delusione. La partita, intendo. Noi ci siamo divertiti in ogni caso. Mi dispiace solo che anche per una semplice partita il ritornello sia sempre quello di giustificare i propri fratelli, inveire contro la sfortuna, il campo, ...Non ci siamo, piccoli gattini. Non ci siamo.
E' finita 1 a 1, ma i gol sono tutti del Congo.
L'indomani molti chiedono della partita, tanti dicono di avermi visto in tv, inquadrato dalla telecamera mentre cercavo di far fare la hola allo stadio.
CAM [1]
...storia di una capretta che ha sfidato la pazienza di Bernard...
Succede un pomeriggio come tanti altri. Suonano alla porta, nessuno si precipita...alla fine vado io e mi trovo di fronte Bernard. Sudato, dentro ai suoi stivali di gomma (?!), forse un po' bevuto, zappetta in mano, testa bassa. Arruffa un discorso che mi sembra di non aver capito bene; non per il suo francese stentato, ma perché è strano, perché è maledettamente assurdo.
Bernard è uno dei guardiani della casa, è anche uno degli addetti della pepiniere (orto)...oltre che il "moroso" di Emanuele. E' una persona buona, credo 9 figli, i denti un po' consumati,...ma uno a posto.
Suona. A testa bassa mi chiede se c'è Emanuele. "Sta dormendo, dì pure a me". "No, è successa una cosa gravissima, ho ucciso una capretta in pepiniere." "Come ucciso la capretta – dico io -, ma da quando avevamo anche una capretta (aggiungo al mio pensiero)..."
Non so se ridere o stare serio. Busso alla porta di Emanuele, ma dorme per davvero. Chiamo Cristiana ed andiamo a vedere. Nel trambusto si svegliano anche Barbara ed Emanuele e allora si va tutti insieme.
E la capretta in effetti è lì, a terra. Morta. In realtà qualcuno era già entrato in giardino e stava cercando di portarla via ma al nostro arrivare si è dileguato. La povera capretta stava semplicemente mangiando le foglie di mouringa (una pianta della pepiniere con la quale si fa una sorta di polvere altamente energetica e ricca di vitamine); dapprima Bernard le è corso dietro, poi le ha tirato qualche sasso. Infine, come degna conclusione tragica di un gioco nato male, le ha tirato dietro un legno...che le è finito giusto in testa. E la capretta è riversa a terra.
p.s. Non si sa di chi sia, la capretta non è nostra.
COSE DALL'ALTRO MONDO
Mi va di iniziare una nuova piccola rubrica, come quelle che trovi in diversi giornali e che di danno notizie flash da ogni parte del mondo....solo che queste arrivano tutte dal Cameroun, sono molto personali, non sono per nulla imparziali,...e l'idea è di lasciare un "segno". Si chiamerà CAM, ovvero Cose dall'Altro Mondo, ma potrebbe benissimo essere Cose dell'Altro Mondo. Ma così si potrebbe pensare che quel che succede a casa nostra è normale, mentre qui no. In ogni caso, sarà CAM. Cioè CAMEROUN.
venerdì 10 settembre 2010
MULTA
Ho preso una multa. Forse. Ancora non so. Devo presentarmi lunedì in comune per farmi spiegare bene l'infrazione. In ogni caso non è per eccesso di velocità (qui non hanno l'autovelox ma soprattutto non hanno le auto per correrti dietro) né per mancanza di cinture...ho parcheggiato i container in divieto di sosta. Si, proprio così. Oggi sono venuti due agenti (in due su una motoretta scassata e senza casco, e pure in ciabatte) in cantiere ed hanno iniziato a far domande sui nostri container piazzati fuori dal cancello. E' vero che sono in strada, ma è anche vero che qui non c'è una strada. Almeno non come siamo abituati noi. L'infrazione propriamente elevata è per occupazione del suolo pubblico senza autorizzazione. Termini che farebbero paura, ma che nel contesto di qui fanno un po' sorridere. Che sia un modo per chiedere un po' di soldi ? Vedremo come andrà a finire. Potrebbe anche essere un modo per finanziare la prossima campagna elettorale del presidente, che si ripresenta dopo 27 anni di governo, e che come ogni anno vincerà le elezioni.
'A BBELLOOOOOOO!
Qui succede anche questo. Ieri sera (tardo pomeriggio) stavamo uscendo di casa per andare a fare ginnastica in città (per mantenerci in forma e per rilassarci) quando ci capita l'imprevisto. Mentre ci stavamo dirigendo alla macchina, scorgiamo tre baldi giovani intenti a farsi delle foto, forse per un casting. Uno ci chiede se possiamo attendere un attimo prima di passare, l'altro è il fotografo intento a "impressionare" il terzo, che bellamente se ne sta appoggiato alla nostra macchina, occhiali da sole e posa da fighetto. Forse una foto ricordo per far colpo su una ragazza...chissà. Poi scappano di corsa, e da quel momento non se ne sa più nulla.
SCIOPERO
Lo sciopero che non ti aspetti...perché qui hanno lavorato anche il giorno di festa (cioè il 16 agosto, festa comandata dal Presidente della repubblica del Cameroun). Tutto ha inizio la sera prima, quando l'impresario viene a chiedere i soldi per pagare gli operai. Soldi che non gli spettano, perché gli sono stati già dati. Allora monta una sceneggiata e straparla. Convoca gli operai nel suo ufficio in città...e il giorno dopo in effetti il cantiere è fermo. L'ordine è di non presentarsi perché l'uomo bianco non ha pagato. In effetti le cose non stanno proprio così. La mattina che il cantiere è silenzioso, io e Benjamin siamo stati all'ispettorato del lavoro. La vera verità è che il suo nome sono stufi di sentirlo. Ha mille cause aperte con il personale, per mancati pagamenti. Fa anche un'altra simpatica cosa: si fa dare gli ultimi soldi per terminare i lavori e poi non finisce il cantiere. Ma ogni volta che finiamo in discussione, lui dice che lavora per la chiesa, che lui è un fedele cristiano. Sarà, ma a me non mi convince. La sera dello sciopero è passato tutto chieto, sorridente e tranquillo a chiedere i suoi soldi. "E perchè oggi non ha lavorato nessuno ?" Mi ha risposto che gli operai devono mandare i figli a scuola, hanno bisogno dei soldi..."E perché non glieli dai i soldi, visto che te li ho dati ?" La discussione continua per un'altra ora ma questa volta più serena. Si capisce che ne ha bisogno, dei soldi. Forse i suoi operai, una volta tanto, gli hanno fatto capire di essere un po' più onesto (anche perché io con gli operai nei giorni prima ci avevo parlato; avevo annusato la trappola e avevo detto loro come stanno realmente le cose: i soldi ci sono, i soldi li ha. Fateveli dare !). Forse loro sono meno attaccati ai soldi di lui, che li paga una pipa di tabacco e li riempie di parole.
Il cantiere è ripreso. Nulla sembra essere successo. Nessuno ha un commento da fare. Con me sono sereni. Mi vedono sudare con loro, spostare carriole di sabbia e di cemento, alzare sacchi e piastrelle. Perché non dovrebbe essere altrimenti ? Com'era? "...siamo dello stesso sangue tu ed io, fratellino..."
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