sabato 20 marzo 2010

PAUSA

Più o meno è passato circa un mese. Un mese di silenzio, a riflettere su cosa succede quaggiù. Da pochi giorni sono ritornati in italia i volontari Cumse che sono venuti a fare un "sopralluogo". Torneranno a giugno. Sono stati giorni un po' "pieni", ad inseguire le richieste di tutti, a far riunioni, programmare, .... Insomma, tutto sommato un paio di settimane non tranquille. E quel che ne è emerso sono nuovi interrogativi e qualche perplessità. Da qui, la pausa di silenzio. Che ora giunge al termine e speriamo che le nostre novità vi piacciano.

lunedì 22 febbraio 2010

IL DEFILEE

11 febbraio, festa della gioventù. La scuola non è finita ma da settimane oramai i ragazzi sono fuori in cortile a fare la prova della sfilata per la celebrazione dell'11 febbraio. Lezioni interrotte, regalo del presidente della repubblica. C'è grande impegno nella preparaazione, tutto deve filare liscio, tutto deve essere perfetto, impressionante, glorioso. Il presidente ovviamente non ci sarà, è in capitale. Ma ogni città è chiamata alla sua osannazione. Partecipano tutte le scuole, di ogni ordine e grado, qualche classe per ciascuna, in rappresentanza di ogni istituto. Tutti belli ordinati, lungo il viale centrale (quello delle banche), tirato a lucido. Tutti con la divisa della scuola, tutti con passo marziale. Sembra proprio una propaganda fascista. Ci sono anche i ragazzi di strada, con la loro "divisa". L'unica di tutti i giorni, di tutte le mattine e di tutte le notti, stracciata e sporca. Gli altri intonano canti al presidente, loro portano in sfilata i loro cartelloni silenziosi: "Noi siamo ragazzi come gli altri". Riusciranno a far rumore ?

DILLO ALLA LUNA

Strada. Non quella comoda ed asfaltata che percorriamo andando al lavoro, seduti comodi nelle nostre autovetture....ma ugualmente piena di gente. E di traffico.
Strada. Non un sentiero di montagna percorso dentro i nostri scarponi, a riempirci i polmoni di aria fresca e pulita, a cantar canzoni a squarciagola...ma ugualmente piena di vita.
Strada. A giocarci dentro, come quando si era piccoli (per chi ha avuto modo di vivere questa straordinaria esperienza di vita, lontano da un videogioco che ancora non esisteva). Anche la sera.
Strada. Come casa. Per dormirci.
Siamo usciti alle 18.30. Inizia a calare la sera; l'illuminazione, quella pubblica, qui non c'è. Ma i fari delle auto ed i falò agli angoli della strada, ti permettono lo stesso di vedere. E di vivere.
Accompagnati dagli educatori degli "enfant de rue", siamo qui a vedere come vivono questi ragazzi, ad incontrarli. Dai più piccini, che non sono dentro Saare Jabbaama, a quelli più grandi, ad un passo dalla prigione.
L'esperienza schocka un po'. Nel bene e nel male.
Nel bene...perché non fai in tempo a spegnere il motore che già ti sono tutti addosso. Come se la sola tua presenza avesso portato sul loro viso un sorriso. Te li trovi sul cassone del pickup e ti chiedi come siano saliti, visto che non ti eri fermato. Semplice, sono saliti al volo. Ti riconoscono, ti abbracciano, saltano, ti chiedono quanto resti. Sono un fiume di gioia, un fiume in piena. E non hai fatto nulla, solo essere lì per far loro capire che non sono soli. Non sono abbandonati. Qualcuno sta pensando a loro, anche se non è facile.
Stiamo poco con loro, solo un quarto d'ora (abbiamo altre due "comunità" da visitare); è la prima volta, questa sera. Ma li trovi solo di sera, così tanti, tutti raggruppati in piccole comunità. Di giorno sono fuori, in giro. A procurarsi qualcosa da mangiare, chi commettendo qualche piccolo furto, chi accattonando, chi lavorando. Sì perché esistono anche realtà positive, non solo il marcio. Gli educatori hanno una piccola ma fitta "rete" di amici, e chi può si offre di prendere qualche ragazzo per insegnare loro un mestiere. Cose modeste, la scuola non è a portata di mano, ma cose vere. Una possibilità per uscire da questa vita. Comunque alla sera poi si torna a dormire in strada, con gli amici.
Nel male...perché quando vedi dove dormono e come dormono, ti senti impotente.
p.s. Esiste anche una realtà di ragazze di strada. Loro sono meglio organizzate, prendono in affitto piccoli appartamenti; per vivere si prostituiscono. Cruda realtà.
p.s.p.s. Solo a Garoua ci sono circa 400 ragazzi che vivono per strada.

"Guardami quando mi parli, guarda se è vero !?
Guardami quando mi parli, guarda se è tremo !?
...mmhh!....Smettila di parlare....
Guardando il muro!!!
E..... se qualcosa mi devi dire....
Dimmelo duro!
Guardala in faccia la realtà!
e quando è dura!.......
sarà sfortuna......
........SFORTUNA!!!!!
Guardala in faccia la realtà!
.......è più sicura!
Guardala in faccia la realtà...
è meno dura!.....
Se c'è qualcosa che non ti va?!?...
.....dillo alla luna!.....
Può darsi che porti fortuna!...
.....dirlo alla Luna!.........
Guardami in faccia quando mi parli!
se sei sincera!
Se non mi guardi quando mi parli....
non sei sicura!
La voglio in faccia la verità....
e se sarà dura!.....
La chiamerò sfortuna!....
.....Maledetta SFORTUNA!!!!!!!!
[Vasco Rossi, "Dillo alla luna", dall'album "Liberi Liberi", 1989]

ALESSIA E NICHOLAS [13.02.2010]

Oggi è gran giorno di festa. Festa per davvero, con pianti e lacrime.
Sono le dieci del mattino, suonano alla porta di casa ma io non riesco a capire chi sia. E' una famiglia intera; di solito non si presentano mai più di due persone alla volta. Mi colpisce perché sono vestiti a festa. Poi ragiono (alle volte capita, nonostante il caldo che incalza) e mi ricordo. Fra meno di un'ora si sposano Alessia e Nicholas. Ma in italia. E questi dunque chi sono ? I genitori di Nicholas, fratelli e nipotina compresi. Il rendez-vous e per le 11 in "sala computer". Collegamento via skype con l'italia. Ovvero, la messa in diretta. Alessia arriva solo 15 minuti in ritardo, è bellissima come tutte le spose; porta lo stesso abito di quando si è sposata civilmente qui, qualche mese fa. Anche Nicholas è bello, la mamma ed il papà quando lo vedono si emozionano. Una bella idea quella del collegamento, in forse fino a ieri sera. Poi qualcuno lassù ci ha messo lo zampino, ed eccoci qui. Djamboutou-Milano in poco meno di un secondo. I canti sono in parte in italiano, in parte in foufoulde. Angelle canta, i genitori di Nicholas continuano a salutare sul video, Alessia risponde senza farsi vedere (è pur sempre durante una cerimonia !). Alcuni canti sono gli stessi del nostro matrimonio (mio e di Cristiana), e di non posso non provare lo stesso brivido sulla pelle di quel giorno. Canto sottovoce, poi mi accorgo che anche Barbara fà il playback. E' bello. Anche vedere questi due ragazzi, che fino a qualche giorno fa erano qui a condividere le stesse emozioni. Sono contento per loro. Poi al fatidico "si" parte un applauso spontaneo, ed un abbraccio ai genitori di Nicholas. Qualche lacrima. Una giornata "piena". Di voglia di vivere, di amore, di fratellanza...di mondialità.

venerdì 12 febbraio 2010

LAVORO

A proposito, quasi mi dimenticavo. Quando eravamo in capitale per il permesso di soggiorno, ho cercato di capire "che aria tira" qui. Che ci sia tanta povertà, lo si sapeva già. Ma offerte di lavoro ce ne sono ? Pare di sì.

TRASPORTI

Ecco una collezione di foto un po' stravaganti, recuperate anche da precedenti viaggi.

ce la farà a non ribaltarsi ? Avrà rispettato il limiti di carico ? E di volume ?


...questo non ce l'ha fatta...


 un ponte di speranza



ha tenuto!


 se invece hai solo poche cose da trasportare, va bene anche la bici


questo (Paolo) lo abbiamo lasciato fuori

appunto, speriamo che Iddio li protegga...non si vede bene ma dentro sono in 15



...c'è chi guida...


...chi corre...

...chi correva...

...chi condivide...

 
l'importante è divertirsi

 
...e guardare lontano...
(gli occhiali sono a prestito)





giovedì 11 febbraio 2010

CAMPO PIGMEO

Girellando all'interno della riserva di Dja, la nostra guida ci porta a vedere un campo stabile di pigmei. Loro sono momentaneamente fuori, a caccia. Siamo riusciti a fotografare le loro "abitazioni", vedere come sono organizzati, ...mancano solo le foto dei pigmei, che abbiamo conosciuto ma non abbiamo ripreso. Il capo del villaggio (che poi è sì basso, ma non un nanerottolo) voleva in cambio delle sigarette. E Paolo ha fatto bene e non tirarle fuori. Di chi sarà mai la colpa se agiscono in questo modo ?



abitazioni di pigmei, disposte a cerchio


nessuna legatura, solo frasche.


fuoco a stella, panchina e casa in costruzione
la casa non deve essere molto grande....
...ma non vi ricorda un campo scout?...

...un'idea per il reparto...

cerchio di comunità