venerdì 17 dicembre 2010

CAM [7]

(pubblicato in ritardo)
...storia di una tanichetta spersa in un container...
Quando ti imbatti nella voglia di mettere ordine in quello che resta nei container, può capitare di scovare in fondo ad una cassa una piccola tanica che ti era sfuggita. Allora la guardi incuriosita, perché forse è quello che cercavi da tempo, che non saltava mai fuori ed ora che hai quasi finito...eccola lì. E' la curiosità a trasportarti, a prenderla in mano, leggere l'etichetta...profumo per auto. 5 litri....vi siete dimenticati di inviare anche il profumatore. Lo aspettiamo, eh ?!

domenica 12 dicembre 2010

LA STRADA DEL RITORNO

...chi viene in montagna con me, sa che non amo tornare per lo stesso sentiero.

Non so perché, ma è così. Sembra di tornare indietro, invece a me piace arrivare a casa per una strada nuova. Sarebbe bello tornare in italia attraversando il deserto o risalendo la costa ovest dell'africa. In macchina. Quante volte ne abbiamo parlato con Barbara ed Emanuele...sarà il prossimo sogno.

Per oggi purtroppo mi tocca rientrare dalla città per la solita strada. La faccio mille volte al giorno...ma si vede che si avvicina il nostro rientro ed allora sento già che questa terra un po' mi manca già. Mi mancherà la tranquilla frenesia del nostro fare, del nostro convivere con altre persone, di sapere che ogni giorno sarà un'esperienza nuova. Non mi sono mai interessato di sapere o capire cosa sia il mal d'africa. Tanti ne parlano. Adesso provo a pensarci e credo che per me sia il modo di vivere qui. A volte irritante, molto spesso libero da schemi e condizionamenti. I vincoli, i limiti - se vuoi - te li metti tu. E qui non c'è la rincorsa al "tutto", concorrenza sul posto di lavoro, televisione che ti toglie il pensiero, ...c'è invero la fame, la povertà, la morte. Ma dietro tutto c'è il sorriso, la mano che chiede e che ti offre il suo aiuto. Ci sono molte cose che a casa non abbiamo, o abbiamo dimenticato. Chiusi nel nostro mondo. Questo è un altro mondo, è vero. Nel bene(ssere) e nel male(ssere). Ma chi aveva provato a descriverci l'africa, ha dimenticato mille e mille cose. Nemmeno noi riusciremo a trasmettere agli amici la nostra esperienza. Allora come si fa ?

CAM [8]

...storia di "rosso malpelo" in cameroun...

Ero in città per le ultime compere, nulla di particolare. E' vero che stamattina alle 6 c'erano 13 gradi (lo dice il dottore), ma nulla di così insolito nell'aria. Vado dal solito venditore, che mi avrà già visto mille volte, e mi imbatto nella consueta cassiera (che invero ci tiene tanto che la saluti, ...mi ha fatto notare che una volta non l'ho salutata con dovuto riguardo...mah). Ma capisco che oggi mi guarda strano, un po' trasognata. Non perché io sia diventato più bello, ma chissà quale nuovo ingranaggio si è mosso nella sua testa. Forse era tanto che aveva sulla punta della lingua questa domanda, chissà...allora ha preso coraggio e mi ha chiesto se i miei capelli rossi sono veri. "100 % !" ci pensa un po' e poi mi chiede: "e la barba, rossa anche quella, è vera ?"...


06.12.2010

...eccola la cigliegina ! Dopo tanto penare, tante discussioni, tanto tempo perso...è finalmente arrivata una dottoressa camerunese. Nel frattempo ce ne siamo fatte scappare almeno due. Vabbé, gioiamo perchè questo ospedale possa anche nei servizi essere dei camerunesi, con medici ed infermieri locali. Voto per l'indipendenza. Fa crescere. Non vorremo mica avere mille colonie in giro per il mondo, no ? Qui abbiamo tutti da imparare, e da condividere. Anche da insegnare, alle volte. Ma il cambiamento deve venire da dentro, da loro. Cristiana lascia con piacere il suo posto. Sarebbe stato auspicabile succedesse prima, in ogni caso con la nuova dottoressa ci sarà anche il servizio di pediatria (almeno si spera che si voglia cogliere questa opportunità).
Così, a tempo perso, Cristiana continua nella sua formazione sull'impiego dell'ecografo e farà un corso di educazione alla sessualità alle ragazze della Maison de Jeunes et de la Culture. Sono ragazze che non hanno la possibilità di andare a scuola (mancanza di soldi) e che cercano di imparare un lavoro; nelle ore di frequentazione della MJC hanno chiesto anche la disponibilità di Cristiana...perché no ?

PARTIAMO?

....e sia ! Finalmente un tardo lunedì del mese di novembre abbiamo aperto i battenti della nuova ala dell'ospedale. L'apertura è ufficiosa, l'inaugurazione sarà a gennaio...ma a quel punto noi saremo già in italia. Poco importa dell'ufficialità (almeno a me, poco importa); sono contento perché ora possiamo dire che iniziano a vedersi i frutti del nostro lavoro. Un po' mio, un po' degli altri volontari, ... e molto degli operai camerunesi. Mi piace pensare che abbiano davvero compreso che è il loro ospedale, e non il nostro ospedale. Noi ce ne andremo, loro resteranno e potranno gioire per i servizi che l'ospedale potrà loro fornire. Sembra scontato, ma nei momenti di duro scontro con l'impresario, di difficoltà nel continuare i lavori, di imprecisione nelle esecuzioni...ricordare che l'ospedale è per loro ha cambiato il modo di "vivere in cantiere". Credo non avessero mai colto questo aspetto; credo lavorassero per un lavoro, per un salario. Ma non può essere solamente questo. Ne siamo tutti convinti. "Gettare le basi" significa anche questo.
In ogni caso, quando ho visto i primi pazienti attraversare il corridoio ho avuto un brivido...di soddisfazione, di emozione e di gioia.
Di lavoro ce n'è ancora da fare, ma si lavorerà nelle retrovie. Adesso sposteremo i vari servizi nella nuova ala e rimetteremo a nuovo i vari locali che si libereranno. A piccoli passi, ...partiamo.
Rivedendo le foto dell'ospedale quando sono arrivato e quelle di oggi...non ci posso credere. Mah !? Adesso ci vorrebbe la cigliegina sulla torta...

17.11.2010

Festa del montone. Ma quest'anno conosciamo molta più gente, e pertanto fioccano gli inviti a casa. E non si può rifiutare. Qui è una festa molto sentita. E fa piacere in ogni caso vedere tanta attenzione.

Siamo stati a casa della sorella di "pesce lesso" (così Angelle chiama un musulmano, per il suo aspetto dal viso un po' allungato e dall'espressione un po' addormentata). Ragazzi, che casa ! Arredata con stile (metà africano, con influenze europee), poltrone classiche da salotto veneziano, vetrinetta con un sacco di pentole in bell'ordine, condizionatore a palla, tappeti lussuosi, luce soffusa,...in collegamento con la Mecca su tv satellitare. Colpisce che siamo così diversi ma alla fine si riesce a stare tranquillamente seduti nella stessa stanza a parlare di Corano, Ramadan, Moschee e preghiere. E loro ci tengono a farti partecipe della loro religione, ma senza pressione. Non c'è ostilità, solo un gran senso di rispetto reciproco. Siamo stati bene, abbiamo mangiato un ottimo montone con una salsina eccezionale, bevuto foulerè, ...

15.11.2010

Secondo compleanno in Africa. Giornata semplice, una torta in casa in compagnia. Tanti messaggi di auguri sul telefonino e sulla mail. Un grazie ancora a tutti.

Ma com'è passare il compleanno qui ? Dipende da come lo vivi. Io non ci faccio mai molto caso, mi è sufficiente che la giornata sia bella e che possa prendermi i miei tempi. Così è stato; il dolce di Cristiana e Barbara era buono.